Assegno di divorzio va calcolato in base a criteri compositi. Niente assegno per i matrimoni “mordi e fuggi”.

Con sentenza 11/07/2018 n° 18287, le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito che al fine del calcolo dell’assegno di divorzio di cui all’articolo 5 della L. 1° dicembre 1970, n. 898 occorre tenere in considerazione non il tenore di vita, ma diversi fattori, attraverso un criterio c.d. “composito” che, alla luce della valutazione comparativa delle rispettive condizioni economico-patrimoniali, dia particolare rilievo al contributo fornito dall’ex coniuge richiedente alla formazione del patrimonio comune e personale, in relazione:

  • alla durata del matrimonio;
  • alle potenzialità reddituali future;
  • all’età dell’avente diritto;

Il parametro così come indicato, secondo i giudici della Cassazione, si fonda sui principi costituzionali di pari dignità e di solidarietà che permeano l’unione matrimoniale anche dopo lo scioglimento del vincolo.

Con tale pronuncia la Corte Suprema non lascia più spazio a dubbi perché finalmente si chiarisce che non è possibile equiparare tutti i matrimoni. Un conto è il matrimonio mordi e fuggi che non prevede assegno, altro conto la relazione di una vita nella quale entrambi i coniugi hanno contribuito sostanzialmente alla relazione.

sentenza-11/07/2018-n18287.pdf